Il 20 e 24/06/19 presso la Fabbrica del Vapore, nell’ambito di CONTAMINAFRO – DIALOGHI in EVOLUZIONE, si sono tenuti due importanti convegni dai temi di grande attualità, organizzati da ACUABA e diretto da Efoe Mawuena Joseph SASSOU (Presidente di ACUABA) in collaborazione con Maria Santovito (MIGRATION SOLUTIONS).

Intervenuti al Convegno del 20/06 – MILANO CHE ACCOGLIE:

OLINDO CANALI – Magistrato e Giudice Civile del Tribunale di Milano (sessione Immigrazione)

Francesco BOTTENE. Assessore Bilancio, Patrimonio, Rilancio economico delle attività e delle imprees del Comune di Abbiategrasso

Efoe Mawuena Joseph SASSOU – Presidente ACUABA

Maria SANTOVITO – Consulente in immigrazione MIGRATION SOLUTIONS

Giovanna ASONE – Consulente e AU di Studio CONSULTING in Pero

Marika PISANO – Avvocato esperta normativa immigrazione

Paolo BALLABIO – Responsabile Fondazione FRANCO VERVA

Silvia CANNONIERI – Responsabile area cultura Ass. CIESSEVI

Veronica CETTA – giornalista e moderatrice del convegno.

 

Intervenuti al Convegno del 24/06 – L’IMMIGRATO: IL LAVORO è TERAPIA – PROSPETTIVE, PROCESSO  e INSERIMENTO

Efoe Mawuena Joseph SASSOU – Presidente ACUABA

Maria SANTOVITO – Consulente in immigrazione MIGRATION SOLUTIONS

Stefania RAGUSA – Giornalista, scrittrice e moderatrice del convegno.

Laura FORMENTI – Docente università Bicocca di Milano

Tania DE FRANCHI – Responsabile Fondazione FRANCO VERVA

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Accogliere e includere: significato dei termini. Il futuro dell’inclusione e del welfare. Lo sviluppo umano e la promozione delle capacità. La moderna questione sociale. Il riformismo che costruisce il futuro si basa sulla reciprocità tra generazione e sul patto di cittadinanza tra italiani e stranieri. Per un welfare dello sviluppo umano.

Affrontati dibattiti su accoglienza, nuove normative in materia di immigrazione, inclusione, formazione, lavoro e prospettive, processo e inserimento, potenziali soluzioni; un percorso con al centro l’essere umano non più considerato straniero ma sempre più elemento sociale appartenente al nostro quotidiano disegno di vita di oggi e di domani.

Per la normativa legislativa in materia di immigrazione sono intervenuti il Magistrato Dr Olindo CANALI e l’Avv. Marika PISANO.

In termini di legge, oggi è diventato più difficile applicare le norme che sono meno improntate al principio di accoglienza (solo in casi particolari: salute e atti di eroismo). Ci sono norme che sono in contrasto con la costituzione e la normativa europea e tocca alla Magistratura sollevare qs problema soprattutto di incompatibilità con una costituzione che invece fa del concetto di solidarietà e di condivisione un pilastro.

La legge non accoglie, la legge inquadra tutti nella stessa casella. Eliminare un grado di giudizio per i richiedenti asilo è stata una scelta puramente economica. La sezione di Milano negli ultimi due anni ha accolto solo il 18-20% dei ricorsi.

Si parla spesso di “barconi” ma il 70% degli immigrati non arriva dal mare ma dalla terra e non è di pelle nera.   Esiste anche una quota di immigrati che giungono legalmente in Italia e vi risiedono oltre i termini previsti dall’attuale disciplina sull’immigrazione, in attesa di sanatorie.

Interessanti interventi dell’Assessore di Abbiategrasso Dr. BOTTENE, comune nella cintura sud ovest di Milano e della D.ssa ASONTE AU di Studio CONSULTING di Pero (comune a nord di Milano) che hanno esposto la loro attività in materia di immigrazione in realtà di minore entità; presso lo STUDIO CONSULTING di Pero è attivo uno sportello di orientamento volto all’accompagnamento, all’accoglienza e all’informazione dei cittadini (italiani, comunitari ed extracomunitari) nel disbrigo della pratiche burocratiche.

Nel percorso di richiesta di protezione coloro che intraprendono lo studio della lingua italiana non arrivano al termine degli studi, fatto negativo perché l’integrazione comincia appunto dalla lingua.  Per la maggior parte dei richiedenti protezione, il livello cultuale è molto basso, alcuni provengono solo dalla scuola coranica e per questo motivo l’integrazione nel mondo del lavoro li vede coinvolti in mansioni meno retribuite (manovali, muratori, lavapiatti).

Occorre quindi sensibilizzarli affinché possano capire che lo studio della lingua è importante per integrarsi sul territorio, conoscere la nostra cultura e cominciare un processo di inclusione.

Il mercato del lavoro spesso permette a lavoratori migranti di svolgere attività che altri lavoratori non sono interessati a effettuare.

Se desideriamo che l’immigrato si inserisca nel contesto sociale, dobbiamo in primis ricordare il motivo per il quale è giunto in Italia che consiste nel migliorare le sue condizioni di vita attraverso il lavoro.

Il contatto tra culture diverse comporta una serie di complessi fenomeni comunicativi personali e sociali. Per quanto, infatti, l’interazione tra valori, comportamenti e modalità di concepire la vita e il mondo possa arricchire una persona, all’inizio genera ansia e incertezze.

L’immigrazione è un fatto inarrestabile, ma dal quale tutti possiamo trarre benefici se la si accetta in modo appropriato, in caso contrario potrebbe sfociare in un problema angoscioso in prima istanza per gli stesi immigrati nel vedersi non regolarizzati

Concludiamo riportando una citazione di Konrad Adenauer: “Siamo tutti sotto lo stesso cielo ma non tutti abbiamo il medesimo orizzonte” – e per trovare “questo orizzonte” è molto importante FARE RETE tra tutti i professionisti coinvolti in queste due importanti giornate di convegno al fine di sostenere e consolidare il percorso di integrazione degli immigrati.