La missione sociale di Acuaba

La missione sociale di Acuaba

La correlazione tra etnie e nazione si fonda su una coscienza collettiva, sul valore di un impegno comune che alimenta e fa crescere le tante diversità che compongono una società. Le ricchezze culturali di cui gli  immigrati sono portatori devono tradursi in profittevole vantaggio per il Paese.

Per il gruppo di persone che ha creato Acuaba, l’idea è di un’organizzazione inclusiva, un catalizzatore in relazione alle tante associazioni, africane e non, sparse sul territorio per una unione più forte.

L’obiettivo di Acuaba è di trasformare in  una sinergia d’interessi in vari campi, competenze di uomini e donne della comunità afro e non. Siamo consapevoli del momento storico, del cambiamento e del meticciato in atto. Figli della globalizzazione, sentiamo l’onore e il dovere di creare una base solida per le future generazioni di Afrodiscendenti e non. Su questo terreno Acuaba intende misurarsi con la società senza distinzione di razza, religione o altri moti discriminatori verso l’individuo.

Il processo d’integrazione va riempito con dei contenuti. Il Paese nel suo insieme deve stimolare forze ed energie per un’Italia diversa e ben radicata. Questo permetterà a coloro che non hanno ancora legami ramificati nel tessuto sociale, di unirsi al destino della Nazione per diventare anche essi ambasciatori del made in Italy ovunque nel mondo. Constatiamo che questa necessità non è più rinviabile.

Basta dare un’occhiata dentro le aule di scuola, nelle strade e in alcuni quartieri per comprendere l’imperativo e le domande che arrivano dalle comunità. Solo unendoci, gli ostacoli possono trasformarsi in opportunità.

Oggi osserviamo come un percorso comune tra minoranze e autoctoni stia diventando sempre più complicato. Un distacco dovuto in gran parte alle condizioni economiche del Paese, che rendono quasi impossibile l’affermazione delle minoranze residenti o nate in Italia. Perché il motto “prima gli italiani”, pericoloso e denigratorio, rischia di gettare le basi di una crisi sociale profonda che colpisce il cuore e le speranze di tanti.

Si continua ad accostare la parola integrazione all’accoglienza, ignorando forse in modo consapevole la realtà delle minoranze stabilite e inserite dentro il tessuto sociale. Queste due parole amalgamate nel linguaggio odierno della politica e nella coscienza collettiva degli autoctoni, nutre l’idea che non esistono cittadini italiani con un cognome diverso dall’idioma nazionale. Questi sono ancora considerati stranieri nonostante siano nati e cresciuti in questa patria.

La consapevolezza delle proprie storie di immigrati o figli di immigrati non lascia altra scelta che impegnarsi nella speranza di creare una memoria collettiva, che possa dare alle future generazioni  una stabilità culturale basata sulla diversità.

Acuaba nasce in Lombardia, la regione d’Italia che offre maggior possibilità di business nei tanti settori che compongono l’economia italiana, dove le competenze individuali sono il nuovo motore che crea le nuove ricchezze: perciò siamo convinti che la condivisione delle competenze possa aiutare la comunità a crescere.

La diversità non è mai stata un problema per coloro che guardano al mondo come una civiltà sola. Anzi, oggi non esiste una cultura che non abbia dentro di sé il seme delle altre culture. Quindi si può ipotizzare che la società moderna sia frutto delle grandi esplorazioni europee verso gli altri popoli.

L’identità di Acuaba è e sarà cosmopolita.