FORMAZIONE

“OPERATORE DELL’ACCOGLIENZA” Con una visione multiculturale

La figura dell’operatore dell’accoglienza, infatti, a fronte della complessità ed estrema variabilità del fenomeno migratori

o, deve possedere competenze multidisciplinari ed attivare diversi livelli di operatività per innescare processi di inserimento ed inclusione sociale, ridurre i rischi di emarginazione e di isolamento e favorire le azioni di integrazione ed accoglienza nel territorio ospitante.

L’obiettivo di offrire uno spazio di riflessione e approfondimento teorico-pratico sul ruolo degli operatori presso i centri, con una visione multiculturale.

I contenuti sono creati dalle esperienze vissute: prima come utente richiedente asilo/rifugiato poi da operatore, mediatore/educatore.

Nelle lezioni, si fornisce una panoramica relativa alla figura dell’operatore analizzando comportamenti, azioni e la vita vera

nei centri di accoglienza, sia nei grandi che nei piccoli esaminando anche l’accoglienza diffusa.

Fornire anche una visione degli ospiti, spiegare certe mentalità, certe reazioni e come superarle. Possibili ricette per risolvere in presenza o in assenza di un mediatore, delle situazioni, malintesi, fatti minori o gravi.

Tutti i moduli e argomenti sono creati sul taglio diretto e pratico della vita reale di un’ accoglienza di un centro grande-piccolo o diffusa.

Il ponte

Il Ponte propone un corso di formazione variabile tra 8 e 16 ore in cui i docenti sono gli stessi immigrati che introducono la cultura italiana ai loro “fratelli”, cosa fare, cosa non fare, come comportarsi e cosa aspettarsi L’idea alla base del progetto è di coinvolgere gli immigrati già e bene inseriti nel tessuto sociale come facilitatori del processo d’inclusione sociale dei richiedenti asilo, titolari di protezione internazionale, sussidiaria e umanitaria.

Obiettivi: «Disilludere»; Rendere consapevole; «Resettare» e condurli a conoscere e far propria la realtà italiana I temi da affrontare Strumenti di integrazione e di reintegrazione: – Lingua – Lavoro – Conoscenza delle leggi – Convivenza con altre culture – Volontariato – Formazione e ritorno al paese di origine, sanità, salute e igiene, educazione sessuale Caratteristiche innovative Il punto di forza del progetto e la sua caratteristica più innovativa è la mediazione dei migranti già residenti sul territorio, una risorsa preziosa e strategica.

La mediazione, infatti, sarà condotta da persone nelle quali gli uditori possono identificarsi, che hanno gli stessi linguaggi, la stessa cultura. Non solo la lingua li accomuna ma il modo di esprimere i concetti, il modo di parlare il francese o l’inglese: il fatto di parlare un “francese africano” o un “inglese africano” è molto importante perché rende chiare tutte le idee, tutti i consigli e tutte le proposte.

Oggi noi siamo sia italiani che africani, cosa che ci permette di entrare nella loro testa e smuovere le barriere che noi abbiamo dovuto rimuovere tempo fa. Ma non siamo diventati italiani rifiutando la cultura di origine, quella la portiamo con noi ovunque e abbiamo aggiunto col tempo quella italiana, tanto è che i nostri figli sono “biculturali”.

I migranti ci ascoltano facilmente perché abbiamo fatto un percorso simile e vedono attraverso di noi ciò che possono raggiungere realmente. Quando parliamo, non lo facciamo solo con le frasi classiche ma con esempi di vissuti ed esperienze, con proverbi e a volte con delle leggende