MEDIAZIONE INTERCULTURALE E LINGUISTICA

MEDIATORE/TRICI TUTOR PER MSNA (MINORI STRANIERI/E NON ACCOMPAGNATI/E provenienti dall’Africa subsahariana)

Negli ultimi anni abbiamo registrato l’ingresso di un numero importante di minori non accompagnati/e, provenienti soprattutto dall’Africa subsahariana, che sono cresciuti/e – e continuano a crescere – senza ancora un punto di riferimento.

In Africa dare un punto di riferimento a una persona in fase di sviluppo significa darle una direzione. Nelle famiglie africane, quando vengono a mancare i genitori, si ricorre sempre a un parente adulto per offrire sicurezza alle ragazze e ai ragazzi che stanno crescendo.

Per questo motivo, proponiamo la creazione della figura del mediatore/tutor interculturale che affianchi e sostenga il lavoro di educatori/trici e operatori/trici sociali offrendo un sostegno a quei minori che si trovano persi.

Il/la mediatore/trice interculturale

Il ruolo del/la mediatore/trice interculturale per l’accoglienza è costruire dei percorsi di integrazione sociale per i richiedenti asilo. Il/la mediatore/trice interculturale non rappresenta esclusivamente l’interprete – funzione comunque fondamentale per i neoarrivati – bensì il/la professionista in grado di facilitare la costruzione di relazioni positive tra il/la beneficiario/a, gli operatori, le istituzioni, i servizi e più in generale con il contesto territoriale.

Il/la mediatore/trice interculturale rappresenta un ponte tra culture differenti ed esercita una vera e propria funzione di educazione, orientamento e accompagnamento nei confronti degli e delle immigrate. In considerazione della complessità dei bisogni dei richiedenti asilo, soprattutto nella fase iniziale dell’accoglienza, è necessario che Il/la mediatore/trice interculturale abbia appropriate conoscenze sull’iter giuridico e sul sistema dei servizi offerti dal territorio.

La mediazione linguistica:

è il processo di comunicazione tra due soggetti che non possono comunicare in una lingua comprensibile ad entrambi e pertanto necessitano di una terza figura professionale (traduttore/interprete), in grado di facilitare la comunicazione e agevolare il raggiungimento dell’obiettivo finale.

Attività di mediazione

Traduzione e interprete durante i vari colloqui.

Problem solving, gestione dei conflitti nelle strutture e appartamenti con gli ospiti – Rispetto e Convivenza tra gli ospiti; rispetto delle regole della struttura;

Assistenza e/o avvio di vari progetti – Prima di avviare qualsiasi progetto, sia personale che collettivo, bisogna spiegare con il giusto linguaggio, quello che viene fatto insieme all’ operatore, assistenti sociali, psicologi nei vari progetti prima, durante e proseguo.

Attività tra cittadini immigrati e la società locale, promuovendo, sostenendo e accompagnando entrambe le parti: nella rimozione delle barriere culturali e linguistiche; nella promozione sul territorio della cultura di accoglienza e dell’integrazione socioeconomica; nella conoscenza e nella pratica dei diritti e dei doveri vigenti in Italia, in particolare nell’accesso e nella fruizione dei servizi pubblici e privati.

Caratteristiche innovative

Il punto di forza del progetto e la sua caratteristica più innovativa è la mediazione dei migranti già residenti sul territorio, una risorsa preziosa e strategica.

La mediazione, infatti, sarà condotta da persone nelle quali gli uditori possono identificarsi, che hanno gli stessi linguaggi, la stessa cultura. Non solo la lingua li accomuna ma il modo di esprimere i concetti, il modo di parlare il francese o l’inglese: il fatto di parlare un “francese africano” o un “inglese africano” è molto importante perché rende chiare tutte le idee, tutti i consigli e tutte le proposte.

Oggi noi siamo sia italiani che africani, cosa che ci permette di entrare nella loro testa e smuovere le barriere che noi abbiamo dovuto rimuovere tempo fa. Ma non siamo diventati italiani rifiutando la cultura di origine, quella la portiamo con noi ovunque e abbiamo aggiunto col tempo quella italiana, tanto è che i nostri figli sono “biculturali”.

I migranti ci ascoltano facilmente perché abbiamo fatto un percorso simile e vedono attraverso di noi ciò che possono raggiungere realmente. Quando parliamo, non lo facciamo solo con le frasi classiche ma con esempi di vissuti ed esperienze, con proverbi e a volte con delle leggende